Nella Finanziaria i soldi per le opere collegate all’Expo 2015 non ci sono, se non in minima parte.
È stato il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli a lanciare l’allarme fondi, ieri mattina nel corso del convegno 'Expo 2015.
Gli investimenti, i protagonisti e gli ostacoli da abbattere' che si è tenuto all’hotel Principe di Savoia dove era presente anche il ministro Tremonti.
Le 17 infrastrutture previste nel dossier Expo costano 11,7 miliardi di euro, la cifra ancora da reperire ammonta a 2,7 miliardi di euro e riguarda in particolare le nuove linee 4 e 5 della metropolitana milanese.
La somma a carico dello Stato è di 1,8 miliardi di euro.
<<Credo che pensare che tutti questi fondi siano stanziati in Finanziaria sia irrealistico — osserva Castelli —, visto che abbiamo ereditato un debito pubblico gigantesco, il più grande del mondo a livello pro capite>>.
La conclusione del sottosegretario leghista:
<<È possibile trovare una piccolissima parte di questi fondi in Finanziaria ma credo si possano trovare risorse alternative ai canali tradizionali>>.
Scatta quindi la gara per cercare i finanziamenti e si punta subito sul mondo privato.
Vito Gamberale, amministratore delegato di F2I (Fondo per le infrastrutture italiane), suggerisce di vendere le vecchie infrastrutture pubbliche ai privati per finanziare la realizzazione delle nuove.
Le nuove infrastrutture dovranno essere finanziate o dai soggetti che le gestiscono o dalle istituzioni: queste ultime per procurarsi i mezzi dovranno vendere le infrastrutture ai fondi che le possono comprare". Un "circolo virtuoso" che secondo Gamberale va assolutamente attivato.
Il governo si è detto interessato a questa possibile soluzione ma Castelli mira invece alla riserva che il governo tra 20 giorni dovrebbe sciogliere.
La soluzione del numero uno di F2I è stata presa in considerazione anche da Roberto Formigoni che ha aggiunto anche:
<<Ben venga se lo Stato reperisce risorse anche con strumenti nuovi. I fondi privati che offrono un aiuto per la realizzazione delle infrastrutture possono rappresentare una possibilità concreta: ma l’intesa deve comunque essere a tre, cioè il Governo deve dare il suo parere>>
Sempre Formigoni ha poi annunciato che nei prossimi giorni convocherà ancora il Tavolo lombardo infrastrutture.
Ritorna ancora il caos dopo che il BIE aveva promosso Milano per l'Expo 2015.
Il peso non si è comunque ancora spostato e sicuramente ritorneranno le minacce verso il Bel Paese che in ogni caso è stato preventivamente avvisato che se entro i primi giorni di dicembre non sarà tutto pronto l'Expo sarà assegnato alla rivale Izimir che resta con le orecchie alte sperando nel fallimento di Milano.
Speriamo che si trovino i fondi per l'Expo ma ora il tempo stringe veramente, manca meno di un mese all'esame definitivo col BIE e qui l'Italia gioca il suo futuro!

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