Penso sia giunta l'ora di mettere un po' di carne al fuoco anche qui sul forum.
Milano con l'Expo si prepara a vivere una rinascita, una rivoluzione.
Da sempre l'Esposizione Universale è stata sinonimo di rivoluzione, ha quella particolare caratteristica di far fermare un paese a riflettere e riprogettare il futuro.
L'esempio migliore è quello francese con l'esposizione universale del 1889 nella quale venne presentata la Torre Eiffel alta 324 metri.
Non fu solo la Torre Eiffel a determinare il futuro di Parigi ma anche gli altri complessi che la attorniavano.
Ora Milano si trova a rivivere un nuovo 1889 ma con alcune differenze.
In quegli anni in Francia spopolava il positivismo ovvero la fiducia nel progresso scientifico ed il tentativo di applicare il metodo scientifico a tutte le sfere della conoscenza e della vita umana, si respirava aria di progresso e di forte cambiamento evolutivo industriale e scientifico.
Milano invece si trova oggi ad affrontare tematiche ambientaliste, di impatto ambientale e molto altro che mira alla salvaguardia della terra.
Ora che la rivoluzione industriale e scientifica ha fatto il suo corso il problemi sono altri, giustamente queste tematiche devono essere affrontate e non trascurate, d'altronde gli effetti del surriscaldamento climatico e dello smog si vedono, iniziando dai ghiacciai per finire alle lastre ai polmoni...
Il progetto per l'Expo è quello di rivedere da cima affondo l'ex zona fiera ed il progetto è Citylife.

Un progetto che riunisce molte aziende e banche (Generali Properties S.p.A., capocordata, RAS S.p.A., Immobiliare Lombarda S.p.A., Lamaro Appalti S.p.A., Gruppo Lar Desarrollos Residentiales).
Citylife prevede la costruzione di tre grattacieli denominati Il Dritto, Lo Storto e Il Curvo. Inoltre più del 50% dell'area da riqualificare (143.000 m2) sarà destinato a parco, caratterizzato da corsi d'acqua che ricorderanno i navigli, e che ospiterà anche un edificio dedicato al Museo del Design. La parte residenziale occuperà circa 148.000 m2, distribuiti in 1.300 appartamenti (circa 4.500 abitanti) situati in edifici alti fino a 20 piani. Ci saranno infine 9.400 posti macchina situati in parcheggi sotterranei.
Il tutto è stato progettato da grandi nomi dell'architettura mondiale come Arata Isozaki, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Pier Paolo Maggiora.
In particolare Libeskind ovvero colui che ha progettato le nuove torri gemelle.

le nuove torri gemelle - progetto di Libeskind
Il progetto è stato criticato da Renzo Piano il grandissimo architetto italiano e anche da Silvio Berlusconi.
Secondo loro questo progetto non rispecchia la vera identità della città milanese:
Citando Berlusconi;
Ho visto progetti di grattacieli elaborati da architetti stranieri, storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica
Parlo da milanese. Spero che non sia questa l’idea moderna di Milano, altrimenti la protesta dei milanesi nascerà spontanea e giusta. E io mi metterò alla testa di questa protesta
Molti cittadini milanesi hanno criticato il progetto per svariati motivi..
Si pensa che questo progetto non mirerà a migliorare i servizi cittadini o la qualità di vita milanese, che i parchi progettati saranno a beneficio esclusivo di chi abiterà nei nuovi complessi e che non sarà fruibile per chi viene da fuori, inoltre si dice che i complessi abitativi dell'area Expo saranno un privilegio di chi ha un reddito alto e non per le famiglie comuni.
I cittadini richiedono un complesso fieristico che resti poi al servizio di tutti i cittadini con il parco fruibile da tutti e non per pochi inoltre si desidera un potenziamento dei servizi come asili centri ricreativi e ludici di sostegno a sostegno dei bambini.
Un altro fronte popolare, capitanato dall'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi, vorrebbe uno sviluppo in orizzontale e non in verticale (infatti il motto di Citylife è proprio "Milano cresce in altezza").
Una vera e propria accusa al progetto Skyline di Milano.
Poi c'è chi teme un delirio costruttivo una cementificazione selvaggia al solo scopo di aumentare il profitto e rilanciare la speculazione edilizia.
Ma la domanda che si legge con sempre più frequenza sul web è:
Skyline si o Skyline no?
Molti vedono questa domanda come una faccenda secondaria ed in primo piano mettono la destinazione d'uso e le modalità di costruzione (rispetto ambientale, minimo impatto ambientale ecc...).
Il timore riguarda anche gli indici di costruzione che con l'Expo sembrano aver subito un forte rialzo permettendo quindi una maggiore edificabilità.
Pure i regolamenti in fatto di impatto ambientale sembrano aver subito alleggerimento.
Personalmente ritengo che il progetto Citylife debba accogliere le richieste di tutela dell'ambiente e debba essere una struttura fruibile anche dopo l'Expo, fruibile sopratutto dalle famiglie.
Ma questo non significa rinunciare al progetto ed ai grattacieli, secondo me saranno indispensabili per rilanciare Milano al confronto con le grandi capitali mondiali che già presentano skyline come loro speciale caratteristica.
Basti pensare che nell'Esposizione Universale del 1889 la torre Eiffel era stata malvista da molti esponenti francesi che la ritenevano uno sfregio al regale paesaggio Parigino e ne ordinarono lo smantellamento subito previsto dopo la fine dell'Expo.
Al termine la torre venne però mantenuta, molti si convinsero della sua utilità e bellezza che permise di valorizzare ancora di più il paesaggio e non di sfregiarlo come veniva detto prima della sua costruzione.
Qual è il vostro parere a riguardo di Citylife o più in generale dei cambiamenti infrastrutturali ed immobiliari che porterà l'Expo 2015 di Milano?







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